Il sito e il gestionale sono la stessa cosa vista da due parti. Qui c’è cosa succede, dove si tocca, e la risposta alle domande che tornano.
Una cliente entra dal sito o la metti tu in agenda. Da lì in poi il programma la segue da solo: le scrive, ti avvisa, tiene il conto di quello che ha speso e di quante volte è tornata.
La cosa da ricordare: non devi inserire niente due volte. Se l’appuntamento è in agenda, la cliente esiste; se l’hai incassato, è già nei conti; se hai fatto la foto, è già pronta per il sito.
Tre momenti, e nessuno dura più di un minuto.
Chi viene, a che ora, con chi, per cosa. Da qui apri l’appuntamento e fai tutto il resto: spostarlo, aggiungere un trattamento, scrivere una nota sulla cliente.
Due scatti, dalla scheda dell’appuntamento. Servono a te (lo storico di quella cliente) e al sito, se poi decidi di pubblicarli.
Segni quanto hai incassato. È il gesto che fa funzionare tutto il resto: senza, l’analisi non ha numeri e la raccolta punti non avanza.
Una volta a settimana, su Come va › La settimana, trovi già scritto com’è andata e cosa conviene fare. Non devi cercarlo: arriva pronto.
Il gestionale è diviso per domande, non per elenchi. Se sai cosa ti stai chiedendo, sai dove andare.
Cosa c’è in ognuna
Oggi è la giornata. Settimana è il colpo d’occhio per spostare. Da validare sono le foto che le ragazze hanno scattato e che aspettano il tuo sì prima di poter finire sul sito.
Rubrica: tutte, con da quanto vengono, quante volte, quanto hanno speso, ogni quanto tornano. Dentro la scheda c’è tutto il suo storico e i timbri della raccolta punti. Poi Ordini (prodotti che aspetta) e Recensioni.
Trattamenti è il listino: nome, durata, prezzo. Prodotti è quello che vendi. Squadra sono le collaboratrici, con il colore che le identifica sul calendario e cosa sa fare ognuna.
Incassi è il gesto di tutti i giorni. Scadenze è cosa va pagato. Fornitori e Magazzino sono la merce: quanto vale quello che hai sugli scaffali.
Analisi è tutto lo storico. La settimana è il riassunto dei sette giorni con i consigli. Visite al sito dice quanta gente passa dalle pagine e da dove arriva.
Galleria sono le foto dei lavori. Foto del posto sono le immagini d’ambiente. Il marchio è il logo, che puoi cambiare quando vuoi e cambia ovunque. Instagram e Post in coda sono i social.
Il negozio (orari, chiusure, costi fissi, fedeltà), Email, Calendario (l’aggancio a Google), Porta dentro l’agenda (l’importazione) e la Copia di sicurezza.
Si incassa da Cassa › Incassi. Scegli la cliente, vedi cosa ha fatto, e il totale è già calcolato dal listino. Puoi cambiarlo a mano quando serve.
Gli sconti di fedeltà li propone il programma, ma non li applica mai da solo: c’è una casella da spuntare. Uno sconto che parte da sé è uno sconto che un giorno parte quando non doveva, e non se ne accorge nessuno finché non tornano i conti.
Chi viene da più di un tot di anni ha diritto a una percentuale. Quanti anni e quanto sconto lo decidi tu, in Impostazioni › Il negozio.
Ogni tot trattamenti pagati, il successivo ha lo sconto. Anche qui i numeri sono tuoi. Nella scheda della cliente vedi i timbri e quanti gliene mancano.
Vince il più alto, e alla cassa vedi scritto anche quale hai scartato. Non si sommano.
I costi fissi (affitto, utenze, stipendi) si scrivono una volta in Impostazioni › Il negozio. Servono all’Analisi per dirti non solo quanto è entrato, ma quanto è rimasto — e quanti appuntamenti ti servono in un mese per stare in pari.
Le foto si scattano dalla scheda dell’appuntamento, prima e dopo. Quelle delle ragazze passano da Agenda › Da validare: finché non dici di sì, non le vede nessuno fuori.
Quando una cliente lascia cinque stelle con una frase e dà il permesso, il programma prepara un post da solo — la foto, il testo, tutto — e lo mette in coda.
Trovi tutto in Il sito › Post in coda: cosa uscirà, quando, e il bottone per annullarlo. Se Instagram non è collegato il post resta lì e non succede niente di male.
Come va › Analisi guarda tutto lo storico. In alto scegli il periodo e la collaboratrice; sotto, sei riquadri rispondono alle domande che contano.
La mediana, non la media: una che è tornata dopo due anni non sposta il numero. Se sale, qualcosa nel richiamo non funziona.
È la domanda più importante di tutte. Se è alta, conviene spendere per farne entrare di più: chi entra resta. Se è bassa, portarne dentro altre è buttare soldi.
Sotto c’è un riquadro con tre leve, ognuna con quanto vale al mese e da dove viene il numero. Non si sommano: si sovrappongono, quindi conta la più forte, non il totale. E sono proiezioni — dicono quanto varrebbe un passo, non che il passo si farà.
Il grafico a colonne e la tabella. Le colonne tratteggiate sono mesi non interi (il primo e l’ultimo del periodo): sembrano un crollo e non lo sono.
I costi fissi applicati al periodo, cosa resta, e quanti appuntamenti servono in un mese per pareggiare.
Quanto rende un’ora di ciascuna. La scheda di ognuna, con i suoi grafici e i filtri, si apre da Negozio › Squadra.
Quando un numero non c’è, al suo posto trovi scritto quanti dati mancano. È voluto: sotto una certa quantità qualunque cifra sarebbe un’impressione travestita da numero.
Aprilo da Agenda e cambia giorno o ora. Se la cliente ha lasciato l’email, le arriva l’avviso da sola.
Segna l’appuntamento come annullato. Gli annullati restano scritti ma non entrano nei conti: l’Analisi te li dice a parte.
Non serve: creane l’appuntamento e la cliente nasce da sola. Se vuoi scriverle, aggiungi il numero o l’email dalla sua scheda.
Succede quando lo stesso nome è scritto in due modi. Apri le due schede, tieni quella con lo storico più lungo e cancella l’altra.
Alla cassa il totale si può scrivere a mano. Quello che scrivi tu vince sempre sul calcolo.
Analisi ti dice chi è venuta una volta sola — è la lista più corta e più redditizia che hai — e ogni scheda cliente dice da quanto non si vede.
Sì, ognuna con la sua password, e vedono solo la loro parte: la propria agenda e le proprie foto. I soldi e le impostazioni no.
No, è lo stesso programma. In cima a ogni pagina del sito c’è Area riservata (sul telefono: Entra): da lì le clienti chiedono il loro link, e tu e le ragazze andate alla password.
Se lo rimanda da sola: Area riservata in cima al sito, scrive la sua email e le riarriva. Puoi mandarglielo anche tu dalla sua scheda, in Clienti › Rubrica.
Sì. Apri il sito col telefono e usa «Aggiungi a schermata Home»: si apre a tutto schermo, senza barra del browser.
Nessuno, finché non le pubblichi tu. Le foto scattate dalle collaboratrici aspettano il tuo sì in Agenda › Da validare.
Metà delle stranezze sono una pagina rimasta indietro.
Aggiungi /salute all’indirizzo del sito. Se risponde, il programma è vivo e il problema è più piccolo di quello che sembra. Quella paginetta è fatta per chi la deve leggere al telefono: mandala così com’è a chi ti assiste.
Non scrive più «errore del server» e basta: dice il tipo di guasto e in che punto è successo. Fai uno screenshot di quel riquadro — con quelle tre righe si aggiusta in minuti.
Quasi mai è perso. Fai una copia di sicurezza prima di toccare altro, e chiedi: dai numeri si capisce subito se è sparito davvero o se è solo in un altro cassetto.
La regola d’oro: la copia di sicurezza si fa prima di ogni cosa grossa — un’importazione, una pulizia, un cambio di impostazioni — e si scarica. Trenta secondi che valgono tre anni di lavoro.